Leni - Valdichiesa

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Valdichiesa

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Frazione del Comune di Leni. Mentre si sale verso questo piccolo paesino di collina si possono ammirare le robinie che, poste su entrambi i margini della strada, formano una specie di arco immaginario. Quando il fortunato visitatore vi passa sotto, potrà gustare i profumi della natura che sembrano "addensarsi" nell'aria frizzante che scende dalla montagna. Questo è infatti il centro urbano più profumato e fresco dell'isola.

A Valdichiesa si trova il Santuario (titolo che venne dato al tempio l'8 dicembre del 1969) della Madonna del Terzito, luogo di culto e di grande importanza storica. Sembra infatti che il tempio sia stato edificato la prima volta tra il V e il VI sec. da un monaco bizantino, instaurando uno dei più antichi ed importanti culti mariani occidentali. Negli anni bui della caduta dell'Impero in molti si rifugiarono nella valle di Lenòi (vedi oltre), tra cui anche monaci provenienti dalla parte orientale dell'Impero che predicavano l'apostolato. Nonostante l'imperversare delle guerre goto-bizantine (535-553), e quindi della "decadenza" materiale del tempio, la fama della Maria SS. della Salina continuò a diffondersi in tutto il Regno di Sicilia. Fu proprio sull'ondata di questo grande interesse religioso mai venuto meno che, circa un secolo più tardi, l'Imperatore Costante II decise di riedificare il tempio in questione. Vedendo che l'avanzata musulmana inficiava seriamente i territori orientali e che allo stesso tempo la Chiesa di Roma perdeva terreno di fronte alla nuova cultura bizantina, l'Imperatore decise di sferrare la sua offensiva consolidando un culto che nel resto dell'allora territorio italico godeva di un'importanza davvero marginale. Nel 700, dopo che l'umiliazione dovuta all'iniziativa di un Imperatore scismatico si era un po' affievolita, il vescovato di Lipari ritenne opportuno consacrare il tempio (molto probabilmente sotto la spinta del Papato).

Ma Val di Chiesa, assieme a tutta l'isola, sarebbe presto ripiombata nella desolazione. Dopo molti secoli, in cui l'isola venne ripopolata più volte, la chiesa mariana venne riscoperta da contadini dediti al disboscamento per conto del possidente liparoto Alfonso Mercorella. Il 23 luglio del 1622 vennero riscoperte le antiche mura della chiesa (ancora oggi il 23 luglio si festeggia la festa patronale, anche se pare che un tempo in tale data si celebrasse una ricorrenza legata ad avvenimenti commerciali). Secondo la leggenda i contadini vennero richiamati dal triplice suono di un campanello, udito dallo stesso Mercorella. La chiesa venne ricostruita lo stesso anno (contemporaneamente a quella di S. Marina), e da allora prese il titolo di Terzito. Sulla origine di tale nome ci sono due teorie: secondo alcuni deriva dallo spagnolo tresillo, che vuol dire terzina musicale, secondo altri (tra cui il Campis) il termine sta ad indicare che il tempio era stato effettivamente costruito tre volte. Il culto si diffuse ancor di più che in precedenza, grazie anche alla popolarità di nuovi culti mariani nell'isola di Lipari. Dal 1854 al 1860 fu attuata una trasformazione del tempio e contemporaneamente nacque un piccolo convento di religiose. Da allora per il tempio della Madonna iniziò una folgorante escalation: nel 1901 venne consacrata la nuova struttura e nel 1924 la Madonna venne solennemente incoronata. Nel 1948, mentre venivano costruiti i due nuovi campanili, la statua della Vergine fu portata in processione per tutte le Eolie. A coronazione di una grande fede cristiana, intesa in forma attiva e concreta, nel 1954 accanto al tempio venne inaugurata una casa di riposo per anziani e/o malati provenienti da tutte e sette le Isole. Tutt'oggi la casa di riposo funziona con grande solerzia e tutto grazie ad un gruppo di suore che crede ciecamente nel proprio lavoro (chiaramente identificato con la propria missione). Giustamente esse rifiutano l'erroneo nome di ospizio, cioè il termine che alcuni adottano per qualificare la casa di riposo per anziani.

Al santuario si giunge percorrendo una salita, all'inizio della quale si trova una piccola cappella della Addolorata risalente al 1855. Dietro il Santuario, che è posizionato proprio in quella sella che divide i due Grandi Monti di Salina, c'è una delle numerose strade che conducono alla cima di Monte Fossa delle Felci (dove una volta giunti si possono ammirare anche i castagni piantati in epoca Romana); probabilmente si tratta della strada più agevole.



 
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